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“Tutti i nodi vengono al pettine”, Consiglio Comunale del 21 maggio – II parte

“Tutti i nodi vengono al pettine”, Consiglio Comunale del 21 maggio – II parte

Consiglio Comunale sofferto, carico di sottile tensione quello di lunedì scorso, dove, oltre alla presa d’atto della nascita di un gruppo consiliare autonomo in seno alla maggioranza, sul banco sono stati portati argomenti di attualità su cui convergono preoccupazioni e malumori dei ruvesi quali la chiusura del punto di primo intervento cittadino, la questione Tari e la gestione delle iniziative culturali. Nodi in parte sciolti, in parte in procinto di esserlo.

Dopo due ore di questioni preliminari, si passa alla discussione dell’ordine del giorno.

Chiusura del Punto di Primo Intervento a Ruvo di Puglia

La consigliera Mariatiziana Rutigliani (Forza Italia), nella veste anche di presidentessa della sezione locale del Tribunale dei diritti del cittadino e del malato, introduce il primo punto relativo alla questione della chiusura del punto di primo intervento a Ruvo di Puglia in conseguenza dell’attuazione del piano di riordino deciso a livello regionale. Rutigliani chiede al sindaco Pasquale Chieco di farsi latore a Bari e a Roma della richiesta dei  ruvesi di non chiudere il PPI e, soprattutto, di sollecitare il governatore Michele Emiliano, con delega alla Sanità, a decidere, quanto prima, la sede dell’Ospedale Unico di Primo Livello perché i cittadini del Nord Barese non possono e non vogliono più aspettare. Chiede, quindi, che nelle more di attuazione dell’Ospedale Unico di Primo Livello, il piano di riordino garantisca efficacemente il diritto alla salute dei cittadini. Confessa che si sarebbe aspettata un maggiore interessamento del primo cittadino alla questione, così come ha fatto il sindaco di Terlizzi Ninni Gemmato, se si considera che proprio a Ruvo di Puglia il progetto dell’Ospedale Unico di Primo Livello  fu presentato in pompa magna a ottobre 2016, con la sottoscrizione della “Carta di Ruvo”.

Le fa eco il consigliere Piero Paparella (Noi con l’Italia) che ricorda al sindaco come, lo scorso novembre, abbia pubblicato sul proprio profilo istituzionale la notizia della visita di Vito Montanaro, il direttore generale della ASL BA,  che fornì  aggiornamenti sull’iter del finanziamento per la riqualificazione del presidio  cittadino per 4.400mila euro (1.400mila per adeguamenti antincendio e 3 milioni di euro di fondi FESR per interventi di miglioramento della struttura).

E il primo cittadino risponde, orgoglioso, che Ruvo di Puglia avrà i finanziamenti per il suo presidio, il quale diverrà una “Casa della Salute” dove opereranno medici di base. Chieco sottolinea come il suo lavoro sia strategico, sia a medio-lungo termine, frutto di una visione che si estende ai prossimi venti anni. Per quanto riguarda la chiusura del PPI, non si può fare nulla perché il limite minimo di accessi annui necessari affinché continuino a operare è di 6mila, mentre a Ruvo di Puglia essi si fermano ad appena 2800 accessi. E’ antieconomico, quindi, mantenerlo. Al posto dei PPI ci saranno le ambulanze medicalizzate. «Lei, consigliera Rutigliani, fa riferimento all’esperienza terlizzese. Nulla di più sbagliato perché il nostro PPI non ha nulla a che vedere con quello di Terlizzi. Ormai deve consolidarsi l’idea che i servizi di pronta emergenza e di assistenza devono innestarsi sul territorio: la medicina territoriale è il futuro! Dobbiamo investire nel nostro PTA».

Il consigliere Antonello Paparella (Forza Italia) dubita che sarà attivo, almeno in tempi brevi, l’Ospedale Unico di Primo Livello perché mancano i fondi e sollecita il primo cittadino a chiedere lumi al governatore Emiliano.

Lo appoggia il consigliere Orazio Saulle (Forza Italia), corroborando la sua riflessione con l’esempio del Sud Barese, dove si è da poco chiusa la gara di appalto dei lavori per l’Ospedale Unico di Primo Livello, mentre tutto tace nel Nord Barese.

Interviene la consigliera Lia Caldarola (Sinistra Ruvese) che ammonisce a non fare confronti poco produttivi e ispirati a ideologie politiche.

La consigliera Pina Picciarelli (Indipendenti) chiede che il punto sia ritirato per una riformulazione condivisa tra opposizione e maggioranza.

Il Consiglio Comunale è sospeso per consentire all’opposizione di apportare emendamenti. Dopo di che il punto è riproposto nella nuova formulazione: non c’è alcuna intenzione di ritirarlo. La chiusura del PPI sarebbe devastante per i ruvesi tanto più che il funzionamento dell’Ospedale Unico di Primo Livello del Nord Barese sembra un miraggio per la mancanza di fondi necessari. L’opposizione, ancora una volta, chiede  che il primo cittadino faccia sentire la propria voce a Bari e a Roma e che siano attivate le procedure necessarie per garantire la salute dei cittadini nelle more di attivazione del piano di riordino.

La consigliera Caldarola fa dichiarazione di voto contraria al punto  per conto e di Sinistra Ruvese e per Ruvo Futura: punto non condivisibile nella forma e nel merito.

Il punto è respinto con 11 voti negativi contro sei favorevoli dell’opposizione.

Chiarimenti sulle “Relazioni”

Si passa alla discussione del secondo punto all’odg. Il consigliere Damiano Binetti (Un’altra IDeA per Ruvo), dopo aver svolto una capillare indagine sugli atti pubblici e su altri documenti afferenti la rassegna estiva “Relazioni” 2017, chiede all’assessora alla cultura Monica Filograno di dare delucidazioni sui criteri adottati nella concessione di contributi ai soggetti partecipanti alla rassegna. Prima che l’assessora possa parlare, chiede la parola il consigliere Rino Basile (Ruvo Futura) che sottolinea la capziosità di alcuni passi della lunga relazione predisposta da Binetti e consegnata a tutti i componenti l’assise – oltre e l’equivoco di  comprendere, sotto la sola voce “elargizioni”, e i contributi e gli affidamenti in servizio. I primi sono concessi dall’Assessorato alle associazioni o ai soggetti richiedenti per la realizzazione dell’evento, dopo la rendicontazione che gli stessi faranno per le spese sostenute. Gli affidamenti in servizio alle società che provvedono agli aspetti tecnici sono regolati dal Codice degli appalti ed è a cura degli uffici comunali la scelta dei soggetti preposti. Nella relazione, i cui toni sono condannati dal consigliere Antonio Mazzone (Sinistra Ruvese) che difende l’alta qualità della rassegna,  si rimprovera all’assessora un trattamento di favore nei confronti di associazioni considerate vicine all’area politica della Giunta Chieco, a discapito delle altre considerate “figlie di un dio minore”. Questo favoritismo si noterebbe, secondo quanto scritto nella relazione, nella costante elargizione di contributi, nell’affidare la pianificazione e l’organizzazione di eventi a queste stesse associazioni (si pensi al laboratorio urbano La Capagrossa Coworking).

L’assessora Filograno respinge le “accuse” al mittente, con il supporto di Grazia Tedone, direttrice di Area 6, con la quale l’anno scorso, insieme a Francesco Picca, direttore della Pinacoteca e Casa della Cultura, e ad altre due impiegate, di cui una appena andata in pensione, hanno lavorato incessantemente per garantire alla città una rassegna che coniugasse politiche culturali e sociali. E’accusata di gestire il suo Assessorato secondo criteri politici? Giusto, ma se per “politici” si intendono quelli con la “P” maiuscola, quelli che sono scevri da interessi di parte partitici, quelli che mirano alla crescita di una comunità. In sede di programmazione di rassegne culturali, Filograno, in nome della partecipazione, ha l’abitudine di fare una call rivolta a tutte le associazioni ruvesi, a tutti i soggetti che lavorano in ambiti culturali affinché presentino progetti, idee. E non sempre tutti accolgono il suo invito. Inoltre, i contributi che sono elargiti a talune associazioni vanno a coprire solo spese destinate alla realizzazione di progetti articolati e complessi: nessuno si arricchisce. E, comunque, i contributi, per quel che consentono le risorse, sono elargiti senza operare alcuna discriminazione. Non solo, le associazioni che partecipano ad avvisi pubblici, spesso co-finanziati da UE, Stato o Regione, sono selezionate sulla base di criteri già prestabiliti e fissati negli stessi bandi.

Il consigliere Antonello Paparella, stante il fatto che non mette in alcun dubbio la professionalità delle associazioni coinvolte e il valore delle rassegne culturali, dichiara che l’opposizione dovrà necessariamente fare un rigido controllo, sia pure non inquisitorio, sulla gestione economica delle stesse e di tutti gli eventi, tra cui il Talos Festival. Suggerisce, poi, di essere nei fatti maggiormente equanime con tutte le forze operanti nel territorio.

Gli fa eco il consigliere Binetti che sollecita anche un rinnovamento del Regolamento che disciplina la concessione di contributi.

Su questo è d’accordo la direttrice Tedone la quale sottolinea come il duro lavoro svolto per organizzare la rassegna sia avvenuto subito dopo la emissione delle delibere di Giunta n. 182 del 28 giugno 2017 e n. 204 del 10 luglio 2017 con cui si dava indirizzo politico-amministrativo al ciclo di eventi. Un lavoro in cui sarà sfuggito qualcosa, come sfugge il fatto che al Comune si è sotto organico. Il lavoro che la direttrice Tedone svolge è meticoloso: ella chiede a tutti i richiedenti contributi preventivi che non sempre sono chiari. Per quanto riguarda l’affidamento in servizio, il criterio da lei adottato è quello della selezione precedente.

A questa dichiarazione replica il consigliere Orazio Saulle che suggerisce, proprio per garantire la rotazione negli appalti, di affidarsi al MEPA. Resta chiaro che lui crede nella bontà degli eventi e delle rassegne organizzate dall’Assessorato alla Cultura.

Conclude in maniera critica la consigliera Mariatiziana Rutigliani che considera vincente quella programmazione culturale che favorisca anche afflusso turistico e incrementi i flussi economici, valorizzando le attività commerciali e, sino a ora, non ha notato granché di questo. Tra l’altro l’associazione culturale “RuvoLab”, durante gli eventi natalizi da essa organizzati, ha dovuto pagare la tassa di suolo pubblico. «E’ stata pagata perché si svolgevano attività commerciali» è  la replica.

Districato questo “nodo”, si passa alla discussione dei punti 3 e 4 dell’odg, relativi alla proposta di variazione di bilancio.

Mancano i pareri dei revisori dei Conti e questo induce un furente consigliere Antonello Paparella a trasformare la variazione in mozione. Rocco Marone, assessore alle Finanze, spiega che ci sono stretti margini di manovra per procedere alle variazioni essendo necessaria la copertura. Ergo, le variazioni si faranno dopo la rendicontazione.

Interviene la consigliera Pina Picciarelli che nel merito è d’accordo sulle variazioni proposte dall’opposizione e questo vale come dichiarazione di impegno. Però, andando a incidere su bilancio di previsione, si rischia di mettere a rischio la programmazione. Il punto 3 è respinto con 11 voti negativi e 6 favorevoli.

Stesso destino anche per il punto 4 odg che è respinto con 10 voti favorevoli (manca il consigliere Summo) e 6 negativi. L’opposizione chiedeva la variazione di bilancio che prevedeva uno spostamento di 60mila dal capitolo “Cultura”, a cui sono destinati 145mila euro, prevedendo 10mila per il soggiorno estivo destinato ai ragazzi diversamente abili e 50mila euro per realizzare il tronco fognario a Calentano. Tanto i consiglieri Rino Basile che Lia Caldarola sottolineano come ciò non sia possibile perché la questione Calentano, per  esempio, sarà affrontata opportunamente essendo interesse di tutti tutelare l’ambiente e la salute.

Interviene, poi, in relazione al capitolo “Cultura” la consigliera Irene Turturo (Indipendenti) che auspica che il prossimo avviso pubblico culturale sia emesso sollecitamente per consentire a tutte le associazioni di parteciparvi e di essere selezionate da apposita Commissione e per favorire un lavoro più sereno agli impiegati degli uffici comunali preposti.

Il punto 5 prevede l’istituzione della Commissione di inchiesta TARI invocata dall’opposizione. Tramite votazione,  sono eletti membri della Commissione che valuterà se la raccolta porta a porta apporti reali benefici  i consiglieri Mario Paparella (PD) e Rino Basile, eletti rispettivamente con 10 voti; i consiglieri Mariatiziana Rutigliani, Piero Paparella e Orazio Saulle, eletti rispettivamente con 2 voti.

La consigliera Rutigliani, poi, chiede che il Comune si costituisca parte civile nel processo “Strage del 12 luglio” la cui prima udienza è fissata per il prossimo 16 luglio. I presupposti ci sono: la scomparsa di un giovane cittadino ruvese, Antonio Summo e i danni e disagi sofferti quotidianamente dai pendolari che si spostano sui mezzi della Ferrotramviaria (punto 6 odg).

Il punto 7 relativo alla mozione sullo “ius soli” passa con 10 voti favorevoli e 5 contrari (manca il consigliere Binetti).

I punti 8 e 9 odg sono discussi unitariamente e riguardano l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e assimilati e servizi di igiene urbana per il comune di Ruvo di Puglia nonché gli esiti dell’assemblea Aro del 22/12/2017 a proposito della Sanb. Si discute, inoltre, della proposta di acquisizione da ASIPU srl per la gestione in house del servizio.

La discussione dei punti 10 e 12 odg è rinviata al prossimo Consiglio.

All’unanimità è approvata l’iscrizione all’albo comunale dell’ Associazione “Archivio Nazionale in memoria di Rosario Berardi” (punto 11 odg).

L’assise si scioglie alle 00.30.

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