Gastronomia

“Panzerotti…and the City”: Pasquale e Vittoria tentano la Grande Mela

“Panzerotti…and the City”: Pasquale e Vittoria tentano la Grande Mela

Ha suscitato vivo interesse mediatico l’apertura di “Panzerotti Bites”, a Brooklyn, il quartiere della Grande Mela dove italiani, polacchi, russi si insediavano al tempo delle grandi migrazioni.

A livello locale e oltreoceano si è parlato, infatti, dell’avventura gastronomica “made in Puglia” di una giovane coppia, del ruvese Pasquale De Ruvo e della bitontina Vittoria Lattanzio.

Un’idea di semplice genialità come è semplice la preparazione di quei capolavori di gastronomia culinaria pugliese che sono i panzerotti, la pietanza, il “finger food”, con ingredienti rigorosamente “made in Italy”, con cui delizieranno i palati a stelle e strisce.

La “panzerotteria” in 235 Smith Street è stata inaugurata domenica 7 gennaio. Avevo contattato i due qualche giorno prima, ma persone vicine a loro mi avevano detto che volevano serbare un po’ riservatezza. «Per scaramanzia o naturale timore». Già, la scaramanzia, la superstizione, quella che Goethe chiamava “la poesia della vita”, quell’elemento sovrannaturale con cui tutti, soprattutto i meridionali, adornano l’avvio di ogni impresa. E Pasquale e Vittoria non sono stati da meno.

“Panzerotti Bites”…quando nasce il progetto di aprire una “panzerotteria” a Brooklyn, quartiere celeberrimo di New York?

«Il nostro progetto nasce nel 2015 quando, dopo aver visitato New York e la California molte volte, ci siamo accorti che, tra tutte le specialità tipiche italiane esportate, mancava proprio il nostro panzerotto, quello autentico, della nostra tradizione. Per cui, dopo aver valutato tutte le variabili, Vittoria ha iniziato e concluso, presso l’ICE (Istituto del Commercio Estero, ndr), un Master di Export Management, dove ha studiato e ha appreso perfettamente tutte le dinamiche del commercio internazionale.

Successivamente abbiamo creato, col supporto di un’agenzia specializzata in start up nel mercato statunitense, un Business Plan,  un documento indispensabile per capire se la tua idea funziona, quando e dove può funzionare, quanto capitale investire.

Una volta stabilita la fattibilità, Vittoria ha frequentato l’Aula Quinto Peccato di Bitonto (una scuola di formazione dell’Associazione Pizzaioli Qualificati, ndr)  conseguendo il diploma di “pizzaiola”. Ha poi perfezionato gli studi nell’arte della “panzerotteria”, specializzandosi nella categoria “tradizionale”, “gourmet”, “dolce”, imparando a preparare impasti  ad altissima digeribilità, con le loro varianti colorate e salutari, come l’impasto al carcadè,  alla curcuma, fino ad arrivare all’impasto dolce al caffè e al cacao.

Vittoria ha studiato quest’arte culinaria proprio perché il prodotto che volevamo portare a Brooklyn doveva essere assolutamente autentico. Quindi, frittura nel giusto olio che deve garantire una bella doratura; forma a mezzaluna perfetta; giuste dosi di mozzarella, pomodoro italiano e origano. Non ti nascondiamo che siamo diventati maniacali nella stesura e nella preparazione, badando ai minimi dettagli:  abbiamo studiato il packaging col centimetro per offrire un cono “to go” (da asporto) in cui il panzerotto spunta perfettamente a metà, rendendo facile assaggiarlo “bite after bite” (morso dopo morso, ndr)».

I clienti gusteranno prevalentemente il panzerotto “della nonna di Puglia”,  o farete concessioni anche ai singolari gusti e accostamenti targati U.S.A.?

«I panzerotti saranno suddivisi in “classici”, serviti caldi, con vari ingredienti come salsa di pomodoro, mozzarella e origano; o tonno e cipolla, crema di carciofi, porcini, vegano, alla barese; “gourmet” con salmone, polipo, pistacchi, Crudo di Parma; fritto vuoto, lasciato raffreddare e servito a temperatura ambiente; tagliato e riempito con prosciutto crudo di parma Levoni, fiordilatte, rucola e pomodoro a fette: questi ultimi panzerotti saranno marchiati a caldo con uno stampo creato appositamente per noi; i panzerotti a impasto di vaniglia o cacao, dolci, con Nutella, Oreo (celeberrimi biscotti al cacao farciti con crema di vaniglia, ndr) e ricotta dolce.  Abbiamo cercato di trovare un compromesso con i gusti americani: devi sempre accogliere e rispettare i gusti della nazione che ti ospita: mai importi con le tue opinioni».

E la carta delle bevande?

«La carta delle bevande prevede acqua, Coca Cola e simili, tè, caffè americano ed espresso Filicori Zecchini. A breve avremo anche birra e vino».

Gli ambienti di  Panzerotti Bites narreranno della Puglia?

«Certamente! Sulle pareti ci sono setacci antichi, mattarelli e rotelline taglia pasta, piatti in ceramica pugliese e ovviamente San Nicola! Tutto portato in valigia dalla Puglia! L’ambiente prevede una cucina a vista, in cui si può seguire tutto il processo, dalla stesura alla farcitura e frittura finale. Agli americani piace imparare qualcosa di nuovo e partecipare visivamente alla preparazione di un prodotto! La cucina è adornata di pannelli di legno riciclato che danno una bella atmosfera “di casa”. Ci sono, poi,  anche quattro quadri che spiegano cosa è il panzerotto, dove nasce, come si fa e come si mangia».

Perché, in effetti, è importante che gli yankees sappiano quello che ogni pugliese conosce: mordere in modo tale che il ripieno bollente non fuoriesca dalla parte inferiore del panzerotto, imbrattando carta e…abiti.

Avete incontrato ostacoli durante il vostro percorso? Mi riferisco soprattutto all’iter burocratico.

«Il percorso è stato molto impegnativo e solo se sei davvero determinato e coraggioso, puoi riuscire ad affrontare tutto, nei tempi giusti. Bisogna far partire “una macchina” complessa per cui tutte le tempistiche e le cose “to do” (da fare, ndr) devono essere rispettate. Lo scoglio più difficile è stata la ricerca del locale, seguita dagli iter burocratici: qui sei pur sempre uno straniero, con una bella idea, ma nessuno ti aspetta a braccia aperte, quindi devi far valere la tua idea e farla soprattutto capire».

Consigli  a chi volesse divenire imprenditore del “food made in Italy” negli Stati Uniti.

«Sicuramente venite preparati e affidatevi a professionisti: nessuna concessione all’improvvisazione. Partite con una idea originale e portate con voi tanta e tanta umiltà e coraggio».

E Vittoria e Pasquale, con umiltà, coraggio e volontà scriveranno una sontuosa e semplice pagina nella multietnica gastronomia della Grande Mela. “Panzerotti and the City”.

Per aggiornamenti, consultare la pagina Facebook di “Panzerotti Bites”.

 (Foto © Facebook)

 

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