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La Vita secondo quattro artiste. Inaugurata la mostra “”#Yolo – Si vive una volta sola” alla Clitorosso Art Gallery

La Vita secondo quattro artiste. Inaugurata la mostra “”#Yolo – Si vive una volta sola” alla Clitorosso Art Gallery

La tredicesima edizione della Giornata del Contemporaneo, promossa dall’Associazione Musei di Arte Contemporanea Italiani in tutta Italia il primo o il secondo sabato di ottobre, è una delle occasioni con cui la Clitorosso Art Gallery promuove l’Arte e i talenti.

“#Yolo – Si vive una volta sola” (Yolo è acronimo dell’espressione You only live once) è il titolo della mostra di artisti contemporanei, tra cui la stessa Clitorosso, al secolo Daniela Raffaele, che da sabato 14 – ma con vernissage differito di un giorno – sino a domenica 22 ottobre, dalle 18.30 alle 20.30, è ospitata negli spazi di Piazza Felice Cavallotti 25-26, a Ruvo di Puglia.

La Vita è la Musa ispiratrice delle quattro artiste che espongono. Essa grida forza, Amore, movimento nei paesaggi urbani dai colori caldi e freddi, “impressionisti”, delle tele di Clitorosso. Accarezza e invita a penetrare con occhi nuovi, limpidi ogni momento, ogni istante, ogni suo atomo nelle installazioni in canapa, vetro e cartone di Raffaella Torelli. E’ un inno al dono di sé, al goderla intensamente e con sincerità nella scultura di Fidelia Catalano. Il bianco e nero delle fotografie di Letizia Gatti disegnano la fragilità di un fiore, simbolo di un prezioso attimo; le geometrie morbide di un tessuto stretto in una mano; i tocchi lievi delle dita.

“Yolo – Si vive una volta sola” è un progetto ideato da Daniela Raffaele e sviluppato da Alessandra Mazziotta, storica dell’arte.

«E’ un invito a vivere intensamente la propria vita. – spiega Daniela Raffaele – Il senso dell’evento è tutto condensato in questa riflessione dell’imperatore filosofo Marco Aurelio: “Ricordati che l’uomo non vive altra vita che quella che vive in questo momento,ne’perde altra vita che quella che perde adesso”. Dobbiamo riscoprire l’autenticità dei sentimenti, avere l’esatta percezione della nostra finitezza fisica e infinitezza spirituale. “Si vive una sola volta” e “vivere” nel vero senso della parola significa dare senso e significato a ogni istante della propria vita. Per me, credo anche per le altre artiste, la Vita è l’Arte. Io respiro Arte. E nulla mi potrà fermare. E questo vale per tutti. Bisogna vivere intensamente la vita attraverso le proprie passioni, ammirando e godendo della Natura, di quello che ci circonda, senza che ostacoli, di qualsiasi tipo, possano fermarci. Vivete!».

E la vita di Daniela esplode nelle sue grandi tele esposte, che ricordano vagamente Utrillo: mancano figure umane, ma la vita si percepisce negli schizzi, nei reticoli, nei colori vibranti di passione.

(L’articolo prosegue dopo la photo gallery)

 

“Con il cuore in mano” è la scultura concettuale, in gesso, di Fidelia Catalano, ruvese di classe ’92, studentessa di Scultura all’Accademia delle Belle Arti di Bari, attiva anche nel sociale. Una mano decisa stringe un cuore. Perché la vita va vissuta con così, senza pavidità.
«Il cuore è la rappresentazione della spiritualità e viene associato subito all’amore diventando simbolo universale. – dice della sua opera – La mano rappresenta invece la condizione umana.
L’opera è l’ incontro intimo fra cuore e mano, tra spiritualità e umanità, dove la nostra umanità può scegliere se creare una sinergia, un contatto di protezione o di inevitabile e deleteria prevaricazione».

Morbidezza e geometria nelle fotografie di Letizia Gatti, dall’intenso simbolismo.
“La ricerca dell’Io in un mondo che si apre all’Infinito” è un manifesto per la giovane fotografa, che si avvicina a pittura e scultura nel 2008, dopo un incontro con l’artista Massimo Nardi, con cui inizia un sodalizio artistico nel portale di arte e cultura, “Il sito dell’Arte”. «La fotografia è il mezzo utile ad indagare l’essenza celata dell’Io. – spiega – E’ scrutare, con la mente, nella profondità dell’Essere, gli interminabili movimenti inconsci dettati da momenti vissuti portandoli ad uno stato di consapevolezza. La fotografia, dunque, diventa un’esigenza costante per il mantenimento di un equilibrio psicofisico dell’umano: senza di essa non si può sostenere la travagliata esistenza dell’Io».

E’ un’esperienza sensoriale “Al di là di me”, l’installazione di Raffaella Torelli, coratina di classe ’92, studentessa del Biennio Specialistico in Scultura all’Accademia delle Belle Arti di Bari.
«Dall’informe nasce la forma cosi come la forma creata ritorna all’informe. – racconta – L’utilizzo della Canapa ha permesso di ricreare determinate sensazioni piacevoli. L’evoluzione formale viene raccontata dai filamenti che, uno accanto all’altro, raccontano il tempo che passa. La forma muta, ma la sua identità e integrità rimane ferma su sé stessa. La materia si traduce in metafora dell’essenza, di memorie, di luoghi vissuti e partecipati, di un calore ancestrale che è il fuoco dell’essere. La canapa permette di creare forme già conosciute all’uomo, in cui la trasparenza lascia inerme di fronte alla sensazione di tranquillità che comunica, permettendo di trasformare in reale qualcosa che va oltre il percepire. Esiste un dialogo tra l’uomo e il materiale che avviene semplicemente lasciandosi trasportare dai gesti delle mani che cercano con cura di modellare le fibre in un vortice di vibrazioni».

La sua porta, sormontata da un vello di canapa, i monoliti in cartone e canapa, sono un invito a guardare oltre la propria apparente finitezza per scoprire l’Infinito. Si attraversa la porta, si è accarezzati dalla canapa, utilizzato da Cloto, la Parca filatrice della Vita, materiale, quindi, che rinvia a simboli e miti antichi.

Quattro espressioni artistiche che dialogano tra loro, nella propria unicità, sul senso della Vita.

La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile ogni giorno, sino a domenica 22 ottobre, dalle 18.30 alle 20.30.

Per informazioni
Telefono: 3457041221
Email: clitorossodr@libero.it
Sito Web: http://www.clitorossodr.it/

 

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